PARCO POLIVALENTE ARGINETTO
di Celestino Porrino
1. Il Parco come progetto di riqualificazione urbana
Pur avendo una buona dotazione verde, Soliera non ha un grande parco pubblico, e ne sente la mancanza. Così pure va potenziata la dotazione di attrezzature sportive e ricreative, in relazione alla crescente e variata domanda sociale, ed al rafforzato ruolo della città.
Dal punto di vista urbanistico, un grande parco attrezzato si può realizzare, senza troppe difficoltà, riorganizzando e ampliando il sistema delle aree verdi lungo il Viale Arginetto: con impianti sportivi, aree scolastiche, nuove attrezzature collettive. In pratica, l’intera zona est della città può essere riqualificata con questo progetto.
Prolungando il Viale a sud, fino alla zona industriale, questo diventa una passeggiata alberata che, rafforzando la continuità del verde e dei servizi, si apre su una nuova area di più ampie dimensioni: il Grande Prato Libero, destinato a diventare il cuore del Parco, e ad accogliere sui bordi tutte le nuove attrezzature più importanti.
La passeggiata dell’Arginetto, che con il prolungamento di 700 mt. arriva a 1.900, raccoglie tutti i percorsi ciclopedonali del tessuto urbano, collega tutte le aree a verde e servizi, e diventa l’asse portante dell’intero Parco lineare: autentica spina verde della città.
Si tratta di un grande progetto di riqualificazione urbana, che interessa un ambito di quasi 60 ha.; di cui 33 effettivamente destinati a verde attrezzato, mentre le altre aree sono strade e parcheggi, nonché aree residenziali e produttive, in vario modo interessate dalle soluzioni di risistemazione.
Tutte le aree sono comprese in un unico Progetto Urbanistico e Programma Integrato, allo scopo di coordinare gli interventi e facilitarne l’attuazione; in modo che alla realizzazione del Parco attrezzato concorrano le risorse derivanti sia da immobili di proprietà comunale, sia da interventi effettuati da privati. Le nuove attrezzature collettive, specialmente il Palazzetto Polivalente, il Centro Nuoto, il Nuovo Centro Calcio, il Grande Prato Libero, ed anche il Centro Associativo, sono tutte dotazioni di servizio di alto livello, fattori di maggiore attrattività territoriale e di piò ampia integrazione sociale, che forniscono un rilevante arricchimento del ruolo urbano di Soliera.
2. Il Parco come sistema di servizi
Verso nord, il verde esistente si collega con il Parco della Resistenza e con le Scuole. Qui si accentua il carattere di parco degli abitanti: oltre alla sede del Volontariato ed al Campetto per ragazzi, è previsto un Chiosco-ristoro con tavolini, ben integrato nella zona alberata.
Per quanto all’inserimento di una quota residenziale nell’ex Stadio Comunale, i volumi edilizi sono previsti solo sul bordo esterno, mentre la maggior parte dell’area, verso il Viale, è destinata all’ampliamento del Parco. Verso sud ci sono il Bocciodromo/Palestra e Tennis coperto/scoperto: questi richiedono una riqualificazione estetica dell’insieme, confuso e scoordinato; le relative aree d’accesso vengono sistemate e alberate. Importanti sono tutti gli elementi di connessione trasversale: specie il percorso che passa tra Bocciodromo e Scuola Media e, oltre il Viale, ricollega al centro le zone residenziali; e ancor più quello che collega il Parco della Resistenza con il Centro Storico, e nell’altro senso con la Chiesa di San Michele.
A ovest, la zona edificabile ex Magazzino Comunale, anch’essa oggetto d’intervento integrato per ovvie ragioni di valorizzazione del patrimonio pubblico ai fini di attuazione del Parco, è distinta in due parti con un prolungamento stradale di ricucitura del tessuto edilizio. Il lotto più direttamente affacciato sul cuore del Parco è destinato alla realizzazione di un unico edificio a sviluppo verticale, alto e snello, in cui concentrare tutta l’edificabilità assegnata dallo strumento urbanistico.
La scelta deriva dalla precisa intenzione progettuale di collocare in posizione molto significativa un edificio speciale di prestigio, ad effetto panoramico e ben visibile dal Parco. L’edificio alto costituisce infatti un riferimento forte, che lega la città al Parco ed il Parco alla città. Procedendo ancora verso sud, si apre la parte nuova del Parco, che è quella più ampia. Qui si realizzano una dimensione trasversale più spaziosa ed un paesaggio più dilatato, dove diventano visivamente più importanti i riferimenti lontani. Entrano in gioco, nella composizione, le nuove e più consistenti attrezzature di progetto: il Grande Prato Libero ed il Giardino dei Semplici; il Nuovo Centro Calcio; il Centro Nuoto; il Palazzetto Polivalente; ed infine il Centro Associativo.
A questi temi, che rappresentano la parte più consistente degli interventi in programma, sono dedicate le allegate schede progettuali; da cui risulta che per ciascuno di essi il Programma Integrato prevede uno specifico e distinto percorso attuativo, facendo ricorso di volta in volta agli strumenti più appropriati. Va inoltre segnalato che il progetto prevede in complesso circa 1.600 parcheggi pubblici, tutti alberati.
3. Il Parco come paesaggio e dotazione ecologica
Nel progetto del Parco come paesaggio urbano, il criterio seguito è quello di lavorare sui bordi; che sono esteticamente deboli e irrisolti, per effetto degli affacciamenti casuali degli edifici.
E’ soprattutto sui bordi che la forma architettonica del Parco può essere meglio ridefinita. Ad esempio disponendo le masse arboree in quinte perimetrali; e conservando invece negli ambiti centrali le radure aperte, ben visibili e fruibili; così da favorire la percezione di ampi spazi liberi.
Così il Parco è una sequenza di luoghi riconoscibili, unificati da precisi caratteri: i bordi densamente alberati all’intorno, le radure erbose all’interno, il Viale come spazio-percorso integratore che organizza in lunghezza tutta la sequenza; una sequenza che lo sviluppo di un percorsovita che recapita alla campagna potrà rendere più fruibile e percepibile. Il risultato, nella sua semplicità, sarà di grande qualità ambientale. Peraltro il Parco costituisce una cospicua infrastruttura ecologica per l’abitato.A fronte delle aree verdi esistenti, che sono circa 10 ha., il progetto prevede un aumento di 23 ha., pari al 230%, quale nuova dotazione ecologica. In rapporto agli abitanti, questa rappresenta un aumento del verde pubblico di circa 14 mq./ab.
Sul totale dei 33 ha. di verde del Parco, 28 ha., pari all’85%, rimangono in condizioni di permeabilità naturale, con importanti effetti di equilibrio ambientale, specialmente sul sistema dell’acqua.
Ancor più importante è l’aumento delle alberature d’alto fusto: agli attuali 2.600 esemplari, si aggiunge un patrimonio di circa 2.900 piante, portando così il totale a circa 5.500; ottenendo in previsione un aumento della biomassa arborea dell’ordine del 112%, quale rilevante contributo all’assorbimento di CO2.
Anche sul versante del risparmio energetico il Programma Integrato del Parco rappresenta un vero e proprio salto di qualità: è infatti prevista la centrale di co-generazione, con la quale l’Azienda multiservizi potrà fornire teleriscaldamento e teleraffrescamento a tutto il sistema dell’Arginetto.
Per gli usi autonomi, in aggiunta, gli edifici in programma utilizzeranno tutti l’energia solare, con tecnologie, a seconda dei casi, ad assorbimento o fotovoltaiche.
4. Il Parco come luogo collettivo e condiviso
Per la fruizione del Parco, è essenziale che lo spazio pubblico sia sotto controllo, con un senso di sicurezza spontaneamente avvertito, quale risultato della pratica sociale. Le scelte del progetto vanno in questa direzione. In primo luogo è importante l’integrazione a sistema: uno spazio continuo è più facilmente gestibile, in termini d’appropriazione collettiva, di quanto non lo siano una pluralità di spazi separati e sconnessi, e forse alla fine anche dimenticati. Il sistema dei percorsi è sempre continuo, evitando strade a fondo cieco, e valorizzando tutti i collegamenti esistenti e realizzabili: veicolari, ciclabili, pedonali. I fronti delle nuove edificazioni sono sempre rivolti verso gli spazi pubblici; e quando la profondità di questi è maggiore, lì è prevista la maggior altezza degli edifici; giacché dove finestre si affacciano, ci sono occhi che vedono. Naturalmente questo si accompagna ad una buona illuminazione.
L’integrazione delle funzioni, compresa la residenza, è sempre la condizione che produce la massima e continuativa presenza sociale. Negli spazi verdi la presenza degli abitanti (ancor più che degli altri frequentatori) rappresenta il presidio decisivo: anche per questo si propone il loro coinvolgimento nella cura e gestione diretta di una parte del Parco (il Giardino dei Semplici, che ne accompagna gran parte della lunghezza).
La molteplicità di attrezzature e tipologie di spazi verdi, ed in particolare di impianti a carattere polivalente, non solo offre la più ampia gamma di occasioni, ma assicura anche modalità, tempi e tipi di fruizione il più possibile diversificati. Il mix sociale negli spazi pubblici, è il più efficace fattore d’integrazione e controllo delle condizioni d’uso e di condivisione dell’ambiente urbano.
Perciò le attrezzature collettive di maggior attrazione sono collocate non all’inizio, ma alla fine del Parco, in modo che la loro frequentazione lo coinvolga in tutta la sua lunghezza; se così non fosse, la parte più periferica correrebbe il rischio di diventare una zona grigia. Fra le attrezzature suddette, nella posizione conclusiva posta a presidio dell’intero Viale Arginetto, si trova il Centro Associativo, che appunto è quello che può garantire presenze più continuative, di giorno e di sera.
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